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FestaDelPapa19 Marzo, festa del Papà. All'asilo nido di Gabriele hanno organizzato un'attività coinvolgendo i papà ed i bambini. Mi sono reso conto, mentre aspettavo di entrare in compagnia degli altri papà, che questa situazione io l'ho sempre sognata, sempre desiderata e, quasi come in un deja-vù, la stavo anche vivendo. Indossati i copriscarpe, dopo qualche minuto ci invitano ad entrare nel regno di questa banda di bimbi tanto scalmanati a casa quanto rigorosi e precisi al nido. Entrati nella sala i bimbi erano già seduti ai tavoli occupando i loro posti soliti. Ho cercato subito con lo sguardo il mio piccolo ed era al tavolo sulla sinistra. Anche lui guardava con distrazione i due papà che sono entrati prima di me, ma quando i nostri sguardi si sono incrociati entrambi abbiamo sgranato gli occhi.

E' scattato dalla sua sediolina e, tutto felice, mi è venuto ad abbracciare, poi mi ha teso la sua manina e mi ha portato al suo posto. Avevano preparato una sediolina per ogni papà a fianco al proprio bambino. Insieme abbiamo fatto il lavoretto per il papà: una cravatta di cartone su cui andava spennellata la colla e su cui andavano incollati dei pezzettini di stoffa. Ero io il bambino, ero io quello emozionato, ero io quello imbarazzato: ero ingessato. Abbiamo incollato la stoffa ma ci siamo incollati anche le mani, abbiamo rubato i pezzetti di stoffa e la colla anche a Paulo Pauletto, a Chiara, a Chico ed agli bimbi del tavolo. Abbiamo fatto insieme la cravatta, ma non ricordo nemmeno com'è venuta perchè ero troppo preso dall'emozione, dalla voglia di assaporare ogni filo d'aria inspirato come se fosse una sottile scaglia di cioccolata amara che sciogliendosi in bocca lascia quel piacevole retrogusto. Non ho fatto foto perchè... al diavolo le distrazioni, volevo e dovevo godere quel momento fissandolo nella mia mente e non su un telefonino. Finita la cravatta mi ha dato la mano e mi ha accompagnato al bagnetto a lavare le mani, ha preso il suo asciugamani e me l'ha porto, poi mi ha fatto vedere il suo lettino nella stanza delle ninne. Mi sono seduto in terra ed abbiamo iniziato a leggere un libro con lui seduto sulle mie gambe, con la stessa curiosità con cui leggiamo a casa e ricamando una storia fantasiosa su ogni figura, quando le educatrici hanno invitato i papà ad uscire perchè l'attività era finita. Erano preoccupate che i bambini piangessero, ed invece il mio piccolo grande uomo si è alzato, mi ha dato la mano come per farmi alzare e mi ha detto "Vai papà!" mentre con la manina mi ha salutato. Un ometto che mi ha accolto nel suo regno invertendo i ruoli. Per un'ora è stato lui a guidare ed io mi sono lasciato guidare. Si sono scambiati talmente bene i ruoli che alla fine sono stato io quello ad avere "problemi" al momento di andare via :-)

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