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CopertinaCheRabbiaDi nuovo qui a lodare un'iniziativa dell'asilo di Gabriele, nemmeno se mi riconoscessero una provvigione o uno sconto sulla retta. Hanno lasciato per un pò di tempo delle scatoline con dei biglietti, su ciascuno dei quali era indicato il nome di un libro. I genitori che volevano partecipare all'iniziativa potevano estrarre un biglietto a caso e regalare all'asilo il libro corrispondente al bigliettino estratto. Considerato che con impegno, dedizione e passione Gabriele passa più tempo ad ascoltare e leggere storie con noi che a guardare passivamente la TV, abbiamo subito apprezzato l'iniziativa, aderito e portato il nostro bel libricino.

Ora, ogni venerdì, viene poggiato ad altezza di bimbo un espositore con tutti i libri donati in modo che loro possano sceglierne uno e portarlo a casa per il fine settimana e riconsegnarlo il lunedì. Qualche venerdì fa Gabriele ha scelto "Che rabbia!" di Mireille D'Allancé, ed. Babalibri, ed io immaginavo fosse perchè attratto dalla coeprtina rossa. Arrivati a casa ci mettiamo vicini e prendo il libro nuovo per iniziare il racconto, quello di un bimbo nervoso per la brutta giornata e per la cena che non gli piace. Sulla prima pagina c'è il protagonista, Roberto, che torna a casa nervoso -appunto- perchè ha trascorso una bruttissima giornata.

Prima che io leggessi la didascalia dell'immagine, Gabriele dice (più o meno): "Robetto, uttissima zonnata" facendo il movimento con il braccio da sinistra a destra con cui anche noi diremmo ad un interlocutore che la nostra giornata è stata da dimenticare. Lì per lì nemmeno ci faccio caso, ma poi giro la pagina e c'è di nuovo il piccolo Roberto che con le sue scarpe sporche di fango sta sporcando il pavimento ed il padre lo invita a togliere "quelle scarpacce" e, poi, a mangiare gli spinaci preparati per cena. E lui, con il suo vocabolario simpatico, mi dice: "Togli quesse cappazze!!" e con i piedini imita il gesto di chi tira via le scarpe strette dopo una lunga passeggiata per poi girare pagina e dirmi "Bleah! Piuttosso no manzo!".

Insomma, più o meno è andata così fino alla fine del libro. Riconosceva ogni pagina e me la descriveva con gesti, parole storpiate e toni giusti. Il libro lo conosceva bene, lo leggono spesso al nido ed è uno dei più apprezzati della letteratura per l'infanzia. Racconta, come si è capito, del piccolo Roberto che si scontra con la sua rabbia e, dopo averne subìto la furia distruttiva, la gestisce e la chiude in una scatola per poi tornare con toni dolci dal suo papà. Anche noi abbiamo messo in cameretta una scatola destinata a contenere la rabbia, così come Roberto, ma finora ci è servita solo a contribuire scenograficamente alla lettura del libro, perchè quando è arrabbiato non c'è ancora scatola che tenga :-)

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