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DisabiliHo da poco passato l’università Roma Tre. Il traffico è lo stesso delle altre mattine, ma con lo scooter si risolve con un pò di zig-zag fino a quando riesco ad infilarmi sotto al vecchio ponticello e tagliare da dietro. Mentre faccio zig-zag tra le auto ferme, vedo una ragazza in piedi, nel traffico, sul lato destro della carreggiata, al di qua delle auto in sosta sulla destra. Proseguo il mio zig-zag e scopro che la ragazza spinge una carrozzella con un’altra ragazza seduta su. Erano ferme nel traffico, come una normale auto. Mi sono anche chiesto il perchè avessero scelto di fare la strada. Mi son guardato attorno e l’ho capito facilmente. Sul lato sinistro c’era un furgone parcheggiato che aveva completamente chiuso il marciapiede. Sul lato destro il carrozziere aveva già iniziato la sua giornata di lavoro alla fila di auto che attendeva il maquillage fuori dalla sua officina. Più in là un negozio aveva delimitato il suo pezzo di marciapiede con delle transenne fisse che lasciavano giusto lo spazio per un passeggino sottile, una sedia a rotelle non ci sarebbe passata. L’ultimo negozio sulla destra, invece, ha ripavimentato il marciapiede considerandolo, magari anche a ragione, l’ingresso del suo negozio. Non si è preoccupato, però, di evitare il gradino alla fine.

E’ quindi bastato uno sguardo intorno per capire perchè quelle due ragazze dovevano farsi il traffico al semaforo come un’auto. Tuttavia ognuno avrà avuto le sue ragioni: l’autista del furgone avrà giusto trovato quel buco per “parcheggiare un attimo”, i proprietari dei negozi avranno installato quelle opere per salvaguardare la propria attività commerciale. Ognuno avrà avuto un motivo per spingere quella carrozzella in strada.
Intanto il mio zig-zag è finito, sono arrivato al ponticello mentre al semaforo forse sarà scattato il verde. Quella carrozzina sarà riuscita a muoversi un pò più avanti. Non tanto, perchè, certo non può partire a razzo come tutti noi al “via” e magari le toccherà un altro giro di semaforo.
Rifletto. Mi vengono i rimorsi anceh se non ho mai fregato il posto ad un disabile perchè andavo di fretta, non ho mai parcheggiato davanti alle discesine dai marciapiedi perchè era l’unico posto, ma di certo quella ragazza seduta su quella carrozzella non lo sapeva mentre vedeva questo scooter che si barcamenava tra le auto per sfilare via.
Immagino che avrà pensato qualcosa di noi automobilisti, cose che, se fossi stato io al suo posto, non sarebbero state piacevoli. Ma in fondo quelle coscienze non sono state nemmeno intaccate perchè l’autista non c’era, il carrozziere aveva la testa infilata in un cofano ed i negozianti erano al fresco dell’aria condizionata pensando alla nuova dura giornata da affrontare.

A quella carrozzella ferma nel traffico a respirare smog in pochi avranno fatto caso… perchè la mattina ognuno è preso dai suoi mille pensieri.

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