sg_12_09
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E' la prima prova pericolosa che la vita gli propina. Il piccolo deve fare l'amniocentesi. Serve o non serve? La ginecologa ce l'ha consigliata e quindi abbiamo deciso di farla. Così la sera prima da bravo papà gli faccio le dovute raccomandazioni, spiegandogli che avrebbero infilato un ago vicino a lui, quindi gli ho chiesto di farsi piccolo piccolo, di starsene buono da un lato e di non muoversi. La mattina dopo ci rechiamo in ospedale e scoppiamo a ridere quando hanno dovuto ripetere l'ecografia perchè stava tutto raggomitolato da un lato e non si muoveva nemmeno se lo spingevano. Vogliamo sapere il sesso? Si che vogliamo: è un maschietto.

Lo vediamo per la prima volta. Ci guardiamo in faccia e si legge la gioia nei nostri occhi. E' lì, sta crescendo bene e, come ci dice la dottoressa ecografa, "è un bel fetolino".

Dopo l'ufficio parte la missione della diffusione della notizia. L'organizzazione è stategica, in modo che a nessuno arrivi la voce se non da noi. Vogliamo portare noi l'annuncio a zii e nonni per leggere la bellezza dell'emozione direttamente nei loro occhi.

Siamo lì con il fiato sospeso, poi la dottoressa riposiziona la sonda e si vede un puntino pulsante sul monitor dell'ecografo. E' il suo cuoricino, il cuoricino del nostro Gabriele. Ha la sua camera gestazionale e si è annidato bene.

Il test con le sue due lineette è inequivocabile. Questa è la prima manifestazione di Gabriele. Ho più volte proposto a Lucia di fare il test visti i sintomi, ma la sua indole attendista ha il sopravvento. Stamattina si è decisa e, dopo qualche minuto, mi è venuta incontro con questo stick, l'emozione negli occhi, la voce tremante e mi dice "mi sa che sono incinta!". Evviva!