sg_12_09
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Nella stanzetta che ormai ci è familiare, in penombra alla luce che arriva dalla finestra, i nostri occhi sono di nuovo puntati su quel monitor. Lo spiamo di nuovo nel suo mondo ovattato, fatto di dondolii e tiepido umidiccio. E' vivace e ce ne accorgiamo dalla quantità di calci che rifila al martoriato ventre della mammina. Il liquido è chiaramente sufficiente, ma il confortante scrupolo della dottoressa ci consiglia di ripetere il controllo per vedere meglio la parte di corpicino che è coperta dall'ombelico di mamma Lucia, nel remoto ricordo della sua forma originaria. Al secondo controllo il piccolo si è spostato però lo stomaco è ancora vuoto. Ripetiamo tra mezz'ora. Niente, lo stomaco è ancora vuoto. Su Gabriele, deglutisci, basta che mandi giù un boccono della brodaglia che ti circonda e quel minuscolo stomachino si gonfia. La quarta volta è quella buona. Anche se è coperto dal suo stesso braccino, lo stomaco si intravede pieno, come piena è la soddisfazione nostra e della dottoressa.

La pancia è cresciuta a vista d'occhio. La brava mammina la scopre ed il dottore gliela riempie di gel e parte nella sua esplorazione. Sul monitor ci sono immagini quasi incomprensibili, ma ormai ne abbiamo familiarità e riusciamo a capirle con meno difficoltà. Così intravediamo di nuovo il profilo, il nasino all'insù, la colonna vertebrale e braccia e gambe. Ma la cosa che ci premeva sapere di più è che il liquido amniotico è aumentato, ora è normale. Possiamo stare di nuovo tranquilli. Ci vediamo tra 15 giorni.

Siamo di nuovo qui a spiarlo nel suo mondo ovattato con gli ultrasuoni dell'ecografia. Si muove, si gira e, come se fosse osservato con una webcam, chiude la mano e con il pollice ci fa un "ok". Magari era il suo modo per dire che ha afferato che deve fare la pipì per far aumentare il liquido.

Siamo qui per un nuovo controllo. Arriva il nostro turno. La dottoressa spruzza il gel sul pancione della mamma e comincia a scrutare i segreti del nostro piccolo. Parla poco ma è sempre stata così: prima guarda lei e poi spiega a noi. Lui però è girato e non ne vuol sapere di voltarsi, quindi dobbiamo interrompere, fare un giro e riprovare. Ma c'è solo un modo per farlo muovere: dargli un dolcetto. Una coppetta di aranciotto e nocciola lo fanno saltare di gioia. Ora è nella giusta posizione per prendere il resto delle misure. E' in una posizione goffa, con le gambe piegate verso il busto, come una conchiglia, ma la posizione è buona per l'ecografia.

Ci chiediamo dove sono scritti i risultati. Siamo perplessi di fronte a questo foglio che abbiamo letto e riletto ma continua a non dirci nulla. La dottoressa era contenta, sorrideva, ha fatto i complimenti alla mamma per il suo cariotipo maschile normale. Google ci ha aiutati a capire che la risposta è in quel 46.